La voce rotta di Mattia dopo la strage di milioni di api: "Un disastro, ho male al cuore"

La voce di Mattia Landra si spezza mentre con la telecamera accesa del telefonino si avvicina alle sue arnie: settanta arnie distrutte, milioni di api morte. "Questo è il disastro che hanno combinato nella notte delle persone che forse non dovrebbero stare al mondo. Io queste api le ho curate, le ho portate al mare per far passare l’inverno, le ho portate a Candia quando ho deciso di produrre acacia. Questo spettacolo mi fa male al  cuore", dice l’apicoltore che gestisce l’azienda Jal Vert insieme al fratello maggiore Daniele in borgata Allemandi a San Michele di Prazzo, in valle Maira. Aveva trasferito le arnie a Candia, nel Canavese, per la fioritura dell’acacia, perché questa è una delle poche zone che sono state risparmiate dalle gelate di qualche mese fa e questo fatto ha attirato molti apicoltori tanto da aver indotto i comuni di Caluso e Mazzé, su pressione degli apicoltori locali, a cercare di limitare, con un’ordinanza, l’arrivo dei concorrenti "forestieri". Landra infatti aveva chiesto l’autorizzazione per spostare le sue api. Delle settanta arnie ribaltate non se ne salveranno più di cinque: per questo i fratelli Landra hanno lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Gofundme dal titolo “Aiutiamo Mattia a ricostruire l'apiario distrutto”: in poche ore ha raccolto più di settemila euro. Anche L’Uncem ha rilanciato la raccolta fondi.  "Tutta Uncem è vicina a Mattia Landra. La morte delle api è un danno immenso per l’impresa e gli ecosistemi - dice l’Uncem - Il fatto è gravissimo e ci colpisce tutti. Indaghino le forze dell’ordine"

di Carlotta Rocci

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