La nuova agenda di Eni: infrastrutture come chiave di decarbonizzazione

Non solo petrolio. Eni negli ultimi anni si sta imponendo tra i protagonisti della transizione energetica, in particolare sul fronte della decarbonizzazione. Una scelta dettata dalle normative sempre più stringenti in materia di emissioni inquinanti nell’ambiente, per il resto dalla consapevolezza che il passaggio alla produzione di energia da fonti rinnovabili apre nuove opportunità. In quest’ottica si inquadra il progetto di un nuovo veicolo societario dall’unione delle attività di retail e di energia rinnovabile. La nuova società punterà a sviluppare entro il 2025 una capacità di generazione elettrica da fonte rinnovabile superiore a 5 GW. Un’iniziativa che costituisce solo l’ultimo step di un percorso avviato da tempo.Nel 2019 la controllata Eni gas e luce -  collegata con Padova con Giorgio Fontana, responsabile Energy Services - ha fatto il suo debutto nel business della mobilità sostenibile con E-start, linea per la ricarica elettrica dei veicoli per clienti residenziali e business.All’inizio dello scorso anno è stata finalizzata l’acquisizione del 70% di Evolvere, attiva nella generazione distribuita con oltre 11 mila impianti gestiti in Italia, di cui 8 mila di proprietà.

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