Il fotovoltaico che simula la marea e favorisce la coltivazione delle ostriche rosa

C’è un luogo in Veneto bello quanto fragile, dal punto vista ambientale, ed è uno dei luoghi che l'équipe di Adaptation.it ha raccontato nella puntata del webodc sull'adattamento al cambiamento climatico dedicata proprio alla regione del Nord est italiano. E’ la Sacca di Scardovari, nella zona del Delta del Po, patria di molluschicoltori e ostricoltori, dove si coltivano anche le famose ostriche rosa Tarbouriech. Qui gli allevatori hanno messo in piedi un geniale progetto di circular economy, insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Un progetto che prevede di utilizzare la polvere ricavata dalla frantumazione dei gusci delle ostriche (ricchi di carbonato di calcio) e legarla a dei polimeri specifici così da creare un materiale in tutto e per tutto simile alla plastica. Talmente simile che in epoca di COVID ha permesso di realizzare le famose visierine che abbiamo visto sul volto del personale medico negli ospedali.Una volta a regime, la procedura consentirà di bandire la plastica in molti ambiti e, soprattutto, permetterà di arrivare al livello di 'scarto zero' nel settore dell'ostricoltura italiana che ne produce decine di migliaia di tonnellate ogni anno.

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