A Padova il corteo silenzioso contro l'antisemitismo: "E' un virus dilagante"

 Muti eppure assordanti: “Non c’è futuro senza memoria”, la marcia in memoria della deportazione degli ebrei padovani, ieri sera ha ricordato ciò che è avvenuto in città il 3 dicembre del 1943. Quel giorno iniziarono le retate e gli arresti e fu aperto il campo di Vo’ Euganeo, dal quale furono deportati 47 ebrei padovani ad Auschwitz nel luglio del 1944.Il corteo, circa 300 persone, è partito da palazzo Moroni per passare davanti alle case di quelle persone: tra le autorità il prefetto Renato Franceschelli, il vicesindaco Arturo Lorenzoni, il presidente della Comunità Ebraica Gianni Parenzo; il rabbino Adolfo Locci e don Giovanni Brusegan.

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