Morte di Samira, i legali del marito in sopralluogo a Stanghella

Domani, venerdì 29 gennaio, scatta il processo per omicidio ai danni di Mohamed Barbri, 41 anni. L’uomo è accusato di aver ucciso la moglie Samira El Attar, 43 anni, scomparsa da Stanghella dal 21 ottobre 2019. Il processo si svolgerà con rito immediato davanti alla Corte d’Assise di Rovigo. Oggi, giovedì, a Stanghella è arrivato il pool difensivo del marocchino. La difesa di Barbri è affidata agli avvocati Riziero Angeletti e Francesco Zacheo, già noti nel panorama della cronaca nera italiana. Gli avvocati Zacheo e Angeletti hanno poi nominato la dottoressa Anna Vagli, criminologa forense, già consulente tecnico di Antonio Logli (accusato dell’omicidio della moglie Roberta Ragusa) e degli zii paterni di Evan Lo Piccolo, morto nell’agosto 2019 a soli 21 mesi, ucciso dalle botte del compagno della madre. La squadra di professionisti a sostegno del 49enne si è allargata poi con genetista Teresa Accetta ed il consulente dottor Maurizio Cusimano, esperto nell’analisi di celle telefoniche. Proprio gli spostamenti del telefono cellulare di Barbri sarà uno dei primi punti su cui Zacheo-Angeletti chiederanno chiarezza: l’accusa dà il marocchino sulle sponde del fiume Gorzone nella notte della scomparsa di Samira, l’imputato invece afferma di essere sempre rimasto a casa. Il sopralluogo dei legali del 41enne, giovedì pomeriggio tra l’abitazione di Stanghella e il Gorzone, ha visto la presenza di alcune televisioni nazionali, segno che il processo al presunto omicida vedrà garantita un’ampia copertura mediatica (testo di Nicola Cesaro, video di Riccardo Andolfo di FotoZangirolami)

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