Scandalo Pfas in Veneto, il video di denuncia ai ministri europei

 «E’ stato violato il nostro corpo. E’ stata violata la nostra salute. E’ stata violata la nostra falda». «L’acqua è il primo degli alimenti. La nostra è tossica». «I miei figli potrebbero diventare sterili e io e mia moglie non avremmo la gioia di diventare nonni». Sono solo alcune delle forti affermazioni che animano il video “Pfas in the water to ensure that this never happens again”, un vero e proprio manifesto di denuncia e protesta contro la contaminazione da Pfas che ha interessato il Basso Veneto. Trenta famiglie venete, residenti tra la Bassa padovana, il Vicentino e il Basso veronese, hanno voluto inviare un video personalizzato ad altrettanti ministri dell'ambiente europei, spiegando cosa significhi vivere nella cosiddetta “area rossa”, la più vasta zona europea contaminata da Pfas. Dove per anni si è bevuta acqua considerata potabile, ma che in realtà ha contaminato il sangue dei residenti. I videomessaggi hanno dato vita a un collage, intitolato appunto “Pfas nell’acqua, per garantire che ciò che è accaduto non accada mai più”, che verrà presentato il 10 gennaio alla Camera dei Deputati di Roma.

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