L'osservatorio spaziale Gaia scopre il Dna della galassia

Arriva dall’osservatorio spaziale Gaia una nuova scoperta sulla nostra galassia. L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha pubblicato infatti una nuova release di dati: dal più grande catalogo mai compilato, che contiene quasi due miliardi di stelle, prende forma un mosaico di grande valore scientifico.
La missione Esa, infatti, non ha solo osservato e tracciato le orbite di centinaia di milioni di puntini luminosi nel buio della notte, ma la sua vista si è dimostrata abbastanza acuta per ‘vedere’ i terremoti che scuotono la superficie stellare, per dare la caccia agli asteroidi del nostro Sistema solare, fino a spiare quasar e galassie lontane. Risultati che saranno utili a gran parte della comunità scientifica che studia l’evoluzione del Cosmo, dal nostro quartiere fino alle distanze più remote: “È una miniera d’oro - sottolinea Antonella Vallerani, astrofisica Inaf dell’Osservatorio di Padova e vice coordinatrice del del Gaia Data Processing and Analysis Consortium - con questa terza data release ci attendiamo risultati scientifici strepitosi”.
La missione vede una forte partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
di Matteo Marini 

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